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Ho avuto modo di testare la tavoletta SENTIP di Hanvon, grazie a Pico. Si tratta di una tavoletta grafica particolare (in pratica funziona come un secondo schermo) che permette di disegnare direttamente sulla sua superficie.
A differenza della tavolette tradizionali infatti, l'aspetto che rende interessante il prodotto è proprio la possibilità di disegnare sullo schermo, con gesti naturali, superando l'approccio "ergonomicamente contorto" del disegnare sopra una tavoletta classica, mentre si guarda lo schermo (ovviamente disassato).
Con Sentip insomma è come operare sulla carta, si guarda esattamente dove si disegna. Va detto che la più nota Wacom ha anch'essa a listino tavolette simili, generalmente più care della Sentip.
Il monitor a LED che costituisce la tavoletta offre 1024 livelli di pressione per una risoluzione di 5080 linee. La risoluzione della tavoletta è WXGA 1200 x 800 pixel per circa 12" di area utile. Molto interessante è la penna, molto efficace, priva di cavo e priva di batterie, comoda da impugnare, precisa e dal peso giusto.
Descritte le caratteristiche tecniche di base, veniamo ad alcune brevi note sull'utilizzo. Sentip (da me provata su Macintosh) si collega facilmente ma occorre disporre (a seconda del modello di mac posseduto) dell'adattatore video adatto. (segue cliccando su read all)
L'uscita video del Mac deve infatti essere collegata alla tavoletta che difatto funziona proprio come un secondo monitor. Purtroppo "sul tavolo" - a connessioni avvenute - restano molti cavi, il box di connessione e la tavoletta vera e propria, oltre alle penne e vari accessori. Tutta una serie di oggetti - cavi e cavetti - che non sono molto pratici da gestire. Personalmente ho risolto collocando (cacciando) il tutto sotto il tavolo.
La Sentip è vista da MacOSX come secondo monitor e dal panello preferenze di MacOSX la si può configurare sia come secondo monitor che in video mirroring.
A seconda dei gusti si può collocare quindi l'area dove disegnare dentro la finestra della Sentip e lasciare menu e palette nello schermo principale.
Il controllo della penna è sempre perfetto - dopo la facile calibrazione iniziale - e i tasti programmabili ai lati della tavoletta rendono veloce e preciso il lavoro.
Personalmente ho preferito quasi sempre usare il video mirroring e usare la Sentip come monitor principale per utilizzare MacOSX come "touch screen".
Proprio utilizzarla come monitor principale è divertente e intuitivo anche per i bambini, come si vede nella foto di Lucrezia che disegna di gusto...
In conclusione, una rassegna di pregi e difetti
Pregi:
Difetti
Conclusioni
La tavoletta funziona bene e il setup (software a parte) è decisamente semplice. fantastica la risposta e la precisione della penna, sfortunatamente il livello semi-artigianale del driver software potrebbe indurre a prestare attenzione alle più costose tavolette simili prodotte da Wacom. Insomma occorre decidere se il prezzo inferiore ne giustifichi l'acquisto.
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La storia del Mouse.
Il mouse è in pratica un dispositivo in grado di inviare un input ad un computer basato sul movimento, il software poi sarà in grado di fare corrispondere al movimento del mouse un movimento analogo dell'indicatore sullo schermo (detto cursore). È inoltre dotato di uno o più tasti ai quali possono essere assegnate varie funzioni aggiuntive. Il mouse è stato una rivoluzione nelle periferiche di input. Il primo mouse in forma di prototipo risale agli anni '60, ad opera di Douglas Engelbart presso lo SRI Techology. Nell'intento di studiare nuove modalità maggiormente ergonomiche per l' interazione tra uomo e macchina.
Espandi per leggere tutto)
Il mouse è in effetti uno splendido quarantenne in gran forma, visto che ha compiuto i 40 nel 2007!
Engelbart non è stato però il semplice ideatore di una periferica di puntamento. Egli vide molto molto più lontano. Sognò fin dall'inizio di creare degli spazi di navigazione bidimensionali all'interno di un tubo catodico, usando il mouse come interfaccia di navigazione per cercare e selezionare le informazioni.
Il 21 giugno 1967 ottenne il brevetto per il suo indicatore di posizione X-Y per display: il mouse.
Nel 1968 ( Joint Computer Conference al Convention Center di San Francisco) riuscì a fare una dimostrazione multimediale di 90 minuti durante i quali riuscì a dimostare al Fall Joint Computer Conference in San Francisco un'esperimento per allora eccezionale. L'esperimento consisteva nel controllare - con il mouse da lui progettato - un sistema di computer in rete, mostrando link ipertestuali, editing di testo in tempo reale, gestione di finestre multiple attraverso una serie di monitor a tubo catodico.
L'idea di Engelbart era quella di migliorare il modo di lavorare delle persone. Utilizzare ipertesti, wordprocessor, tastiera e mouse e finestre, comunicazione a distanza, telelavoro, etc. Se oggi si utilizzano il mouse e le interfacce grafiche, lo si deve a lui.
Esistono due possibili spiegazioni riguardo l'etimologia del nome. La più comune è la parola mouse (ovvero topo) in relazione alla somiglianza del dispositivo con il roditore. La seconda spiega la parola come un acronimo che - a seconda delle versioni - può essere Manually Operated User Selection Equipment oppure Machine Operator's Unique Spotting Equipment.Il mouse viene adottato al PARC, culla di tutte le odierne tecnologie legate ai personal computer attuali. Xerox Palo Alto Research Center (PARC) è la più famosa divisione di ricerca della Xerox Corporation, localizzata a Palo Alto California, USA. Fondata nel 1970 ed oggi azienda indipendente.
Lo Xerox Alto, sviluppato al Xerox PARC nel 1973, è stato il primo personal computer a utilizzare la metafora della scrivania, e a essere dotato di una interfaccia grafica (GUI). Avendo appunto una interfaccia grafica lo Xerox Alto era dotato di un mouse, evoluzione del progetto originario di Engelbart.
Il mouse dell'Alto era dotato di tre pulsanti costituiti da barrette sottili, da usare con indice, medio e anulare. Inizialmente sotto il mouse c'erano due rotelline che riconoscevano la direzione, ma furono quasi subito sostituite da una sfera come nei mouse moderni. L'immagine qui poco sopra raffigura proprio il mouse dello Xerox Altro
La diffusione del mouse si deve però alla Apple, che prima con Lisa e poi con Macintosh (1983 e 1984) portò in produzione molte delle tecnologie del PARC. Lisa e Macintosh si fondavano una GUI decisamente evoluta e su un perfetto controllo del software sul mouse. Controllo che permetteva una piena corrispondenza tra i movimenti del mouse e gli eventi ad essi legati.
Il mouse di Apple si caratterizza all'inizio, sino al 2001 per la presenza di un solo ed unico tasto.
E' vero che il mouse a più tasti permette più funzioni per utenti avanzati, ma come è evidente osservando i bambini che usano il computer, il mouse a più tasti ergonomicamente è meno usabile.
Un bambino di 4 / 5 anni è infatti perfettamente in grado di usare un mouse ad un tasto, mentre ha serie difficoltà a discriminare la funzionalità dei singoli tasti in un mouse multitasto.
I mouse della Apple (breve storia ragionata)
Nel 1983 Apple presentò al mondo la sua interfaccia grafica: il MacOS 1.0. Per la prima volta sui PC ogni cosa poteva essere controllata senza ricorrere alla console a linea di comando. Per trarre il massimo guadagno da questa nuova interfaccia era necessario l’utilizzo del mouse. Il Lisa di Apple fu il primo personal computer ad utilizzare un mouse, ma costava molto ed era molto lento (9.995$). A fianco è riprodotto il mouse di Lisa.
L’anno successivo (1984) Apple introdusse il famoso Macintosh 128K che costava “solo” 2.495$. La macchina ebbe un notevole successo commerciale e con essa il mouse cominciò ad essere conosciuto e apprezzato. Il mouse di allora era diverso da quello di oggi; era un parallelepipedo di plastica con un unico tasto quadrato con una corsa del pulsante abbastanza lunga. Nello stesso anno Apple provò a commercializzare una versione più comoda del mouse con il suo Apple //c; aveva il pulsante leggermente rialzato, ma non risultò più comodo di quello del Macintosh. Negli anni successivi Apple ha sempre perfezionato il mouse assieme ai suoi Mac.
A sinistra il mouse del Macintosh 128k e a destra dell'Apple IIc
Nel 1986 con l’uscita di Apple//gs, l’ultimo della linea Apple II, la società di Cupertino presentò anche un nuovo mouse più ergonomico del precedente: questa volta il bottone era schiacciato e abbassato. Il nuovo mouse molto più comodo del precedente, rimase invariato per anni. Nel 1993 in occasione del lancio del Macintosh Centris 610 Apple rinnovò nuovamente il mouse fornito in dotazione. Questa volta era arrotondato e bombato, quindi si adattava perfettamente alla mano. L’unico tasto presente era grande come tutta la parte anteriore del mouse; in questo modo anche "fare clic" era più confortevole.
A sinistra il primo mouse ADB e a destra la sua evoluzione del 1983